Nel 2010 il giovane pilota romano della Scuderia Star Cars prosegue nel suo progetto di maturazione sportiva e crescita professionale : lascia gli autodromi italiani e sbarca in Europa.
D. : Dopo quattro anni di gare nei principali monomarca italiani, quali sono i tuoi programmi per il 2010?
L´impegno principale sarà quello della partecipazione al Campionato Europeo GT4, (oppure GT4 European Cup) con una Porsche Cayman preparata e gestita dalla Scuderia Star Scars. In attesa dell´ inizio del campionato previsto a maggio, probabilmente effettuerò qualche gara in Italia con la stessa vettura.
D. : Quali sono le motivazioni di questa scelta?
Sicuramente la volontà di allargare il mio orizzonte sportivo in un ambito europeo, con la conoscenza di autodromi nuovi, piloti nuovi e tracciati più veloci ed impegnativi. Parafrasando il Ministro Brunetta, direi che voglio "sbambocciare" e uscire dall´ ambiente di casa: seguitare a correre in Italia è come stare in un "guscio" rassicurante, rappresentato dagli autodromi che conosci bene, dagli stessi team di sempre e dagli stessi avversari-piloti, che nella maggioranza dei casi sono tutti amici, dei quali ti puoi perfino "fidare" in certe situazioni perché li conosci "a memoria". Poi mi è sembrato lo sbocco più naturale e proficuo, dopo di aver contribuito come pilota allo sviluppo della vettura della Star Cars; la Scuderia Star Cars ha creduto nel progetto e ha impegnato risorse e competenze ed anche coinvolto partners importanti per la omologazione internazionale presso la Fia della Porsche Cayman nella classe (o categoria) gt4, e la mia scelta è quindi parte di questo progetto.
D. : Con quali obiettivi affronti questa avventura?
Mi dispiace per De Coubertain, ma in questo sport io parto solo e sempre per vincere ! E´ chiaro che la Scuderia Star Cars, come sempre, ha la ferma intenzione di primeggiare, con me o con altri piloti del team, e io ovviamente sarò della partita. Ci sono molti temi e incognite stimolanti per me, come la mancanza di conoscenza delle piste e il fatto di confrontarsi con vetture di altre case costruttrici, alcune delle quali si presentano in veste ufficiale, con prestazioni sicuramente differenti l´ una dall´altra. Ma è proprio in queste difficoltà che sta il valore di un obiettivo di vittoria.
D. : Qualche rimpianto per non correre in un monomarca?
Rimpianto no, forse avrò un po´ di nostalgia. Ho vissuto 4 anni di seguito nell´ambiente dei monomarca, e sono cresciuto con loro che sono un´alta scuola di agonismo e tattica di gara; ma è arrivato il momento di confrontarmi, grazie anche al contributo e le capacità della squadra, con altri aspetti agonistici del nostro motorsport, come lo sviluppo tecnico e prestazionale del mezzo e una visione più complessa della gara in cui si confrontano vetture concettualmente diverse con prestazioni differenziate anche se poi magari i tempi sul giro possono essere simili.